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© 1998-2019 Not Two Records

 Title:               Round About One O'clock (dedicated to Mike Osborne - Ozzie)

 By:                  Evan Parker / Zlatko Kaucic

 Released in:   2012

 Format:          CD

 Catalog No:    MW 863-2

 Price :             12 EUR

Tracklist:

1. Link to…O [12:53]

2. Link to…Z [08:19]

3. Link to…Z [12:15]

4. Link to…I [08:45]

5. Link to...E [11:50]

6. Dear Mike! [04:03]

 

Line-up:

Evan Parker - soprano & tenor saxes

Zlatko Kaučič - ground drums

 

Recorded live on July 4, 2009 at the 50th Jazz Festival in Ljubljana (Slovenia).

 

Review:

 

Round About One O'Clock documenta la performance che i due grandi esponenti della musica improvvisata europea hanno dato il 4 luglio 2009 in occasione del cinquantesimo anniversario del festival jazz di Lubiana.

L'incontro è dedicato alla memoria dello sfortunato sassofonista Mike "Ozzie" Osborne che condivise con Parker alcuni capitoli della scena musicale britannica (il più noto con la Chris McGregor's Brotherhood of Breath) e che il percussionista sloveno ebbe modo d'incontrare in un concerto spagnolo nel 1978, quando ormai la schizofrenia stava impadronendosi drasticamente delle sue facoltà mentali.

 

Kaucic e Parker si sono incontrati il giorno prima del concerto, che si snoda ovviamente sui binari della libera improvvisazione in un percorso che conferma (dal punto di vista espressivo e nei risultati qualitativi) le aspettative dell'ascoltatore, anche se aggiunge qualche sorpresa.

Da quest'ultimo punto di vista, sottolineamo la dimensione intima e riflessiva, quasi evanescente, che pervade molti dialoghi: un lirismo lucido che si snoda in percorsi carichi d'implicita tensione, fino a sfociare in sequenze vibranti. Evan Parker si produce al soprano negli episodi di respirazione circolare di cui è maestro, dosandone la lunghezza per trovare momenti condivisi col percussionista. Il variopinto mondo di Kaucic è forse un po' in ombra dalla registrazione live ma prestando attenzione risulterà evidente (e coinvolgente) l'integrazione delle sue invenzioni dinamiche e timbriche con l'eloquio contorto e triturato del sassofonista.

 

Una proposta intransigente ma intensa dove gli elementi "terra" ed "aria" dei rispettivi strumenti convergono in una sintesi coerente ed equilibrata.

 

(Angelo Leonardi, All About Jazz Italia)