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© 1998-2019 Not Two Records

 Title:               Quartet

 By:                  Max Johnson

 Format:          CD

 Catalog No:    MW 889-2

 Price :             12 EUR

Tracklist:

1. Elephant March

2. Lost & Found (for Henry Grimes)

3. Disharmony in 5 Notes or Less

4. 60-66

5. Atonement

6. Iset-Ra

 

Line-up:

Max Johnson - bass

Mark Whitecage - Alto Saxophone, Clarinet

Steve Swell - Trombone

Tyshawn Sorey - Drums

 

What the critics say:

...Max Johnson imbues his Hungarian flatback with an unhinged fervor on this promising debut, a collection of six originals for piano-less quartet that filter a range of genres through a distinctly free prism. Johnson has performed with Anthony Braxton, William Parker and John Zorn, influences that are evident throughout, but he establishes his own voice, delineating parameters within a framework that eschews them...
 (Aiden Levy, JazzTimes )

 

*****


..."Quartet" is one of those albums that show deep appreciation and profound understanding of free-jazz tradition. The melodies are enchanting, the playing is powerful, the improvisations are wild yet focused. This music presents balance between the elements of composed and spontaneous as well as the ones of collective and individual. (Free Jazz Alchemist)

****

...Track 1 entitled 'Elephant March', is as close to a perfect track as I have ever heard. It has an accessible opening jazz structure and not just one designed to get to the solos quickly. It is full of youthful abandon and it sounds like it could fall apart and moment in a good way, a very good way... Part pebble tossed in a clear pond, part tsunami but always on the verge of disaster yet still gorgeous to look at... (Phillip Coombs, Free-Jazz Blog)


*****

Il disco si presenta nella solida confezione cartonata che caratterizza le uscite Not Two, etichetta polacca fondata nel 1998 da Marek Winiarski dal catalogo sempre più interessante. Ma la vera goduria per gli occhi è la rappresentazione in vivido stile flower- power degli strumenti presenti nell'incisione, veri capolavori grafico/pittorici dai colori sgargianti che sembrano rendere palpabili e vivi in un eccentrico connubio tra flora, fauna e genere umano un contrabbasso, una batteria, un clarinetto, un sassofono e un trombone.

 

Poi ci pensano Mark Whitecage, Steve Swell, Max Johnson e Tyshawn Sorey a completare l'opera attraverso una musica densa, ricca, energetica e nello stesso tempo dall'aplomb austero e rigoroso, senza note superflue, profondamente evocativa per la capacità di far risuonare ogni singola nota, svincolata dai più o meno canonici legami tra temi, improvvisazioni e arrangiamenti. I movimenti individuali si armonizzano in modo del tutto spontaneo in un suono di gruppo la cui ricchezza va ben al di là dell'apporto dei singoli, tensioni e rilassamenti creano un fondale che dà profondità allo sviluppo delle idee musicali.

 

Le intuizioni, gli improvvisi cambi di direzione convivono con sequenze minimaliste in cui il contrabbasso archettato del leader rimanda a scenari cameristici, trombone e clarinetto bisbigliano in una lingua appena comprensibile, la batteria frulla leggera dando colore e vita al silenzio. Appaiono anche più o meno accentuate cadenze est europee (vedi il conclusivo "Iset-Ra") ma il tutto viene assorbito, rielaborato e rimandato all'ascoltatore in esperienza altra da un organismo perfettamente oliato in fantasia e musicalità.

 

Il giovane contrabbassista newyorchese, già a fianco di Anthony Braxton, Henry Grimes, John Zorn, William Parker per citarne alcuni, allestisce per l'album di debutto una formazione sontuosa che, in piena sintonia e comunione d'intenti, ne mette in assoluto risalto le qualità di scrittura e di leadership.

 

Vincenzo Roggero, Italia.AallAboutJazz