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© 1998-2019 Not Two Records

 Title:               Animal Culture

 By:                  Joe Moffett - Ad Faunum

 Released in:   2012

 Format:          CD

 Catalog No:    MW 872-2

 Price :             12 EUR

Tracklist:

1. Herdsmen

2. The Other Species

3. Matador

4. Riding the Pegasus Down

5. Dove Tail

6. Where Buzzards Fly

 

Line-up:

Joe Moffett - trumpet

Noah Kaplan - tenor sax

Giacomo Merega - electric bass

Jacob William - double-bass

Luther Gray - drums

 

"My official first release on the Polish label Not Two - the self-titled debut of Ad Faunum, my dual-bass, microtonal improv quintet. It features Noah Kaplan (sax), Giacomo Merega (electric bass), Jacob William (double bass) and Luther Gray (drums), and myself on trumpet. I may be stating the obvious, for those of you who know these guys and the sounds they make, but I'll say it anyway - they are all extraordinary musicians and are a total pleasure to work with. It's the kind of group in which I am in awe of the players that surround me. A great, if sometimes intimidating, position to be in as a "leader" (I still sometimes have trouble with this distinction, as the music is totally collective and improvised). The album is a solid hour of improvised tracks, all recorded at Firehouse 12 studios on one brisk day in New Haven last year." (JF)

 

 

Review:

 

Sta sviluppandosi tra Brooklyn e Boston una nidiata di giovani improvvisatori che si ispirano in maniera particolare al lavoro di Joe Maneri, il geniale saxofonista scomparso alcuni anni fa. Ne fanno certamente parte musicisti come il trombettista Joe Moffett, il saxofonista Noah Kaplan, i bassisti Giacomo Merega e Jacob William e per finire il batterista Luther Gray. Senza dimenticare il più maturo chitarrista e bassista Joe Morris che non suona in questo album ma che di sicuro ha dato uno sguardo benigno e magari anche qualche buona dritta.

 

La musica di Ad Faunum è completamente improvvisata dell'esecuzione e si struttura in sei brani che prendono come ispirazione il fauno, l'essere mezzo uomo, mezza capra che simboleggia il lato animale che risiede dentro di noi, un invito a guardare le cose con un occhio ancestrale, forse proprio per scoprire dove potrebbe portarci il futuro. Una semplice intuizione progettuale che tinge in maniera curiosa questo album e il nome del gruppo stesso, a cominciare dalla bella copertina e dai titoli delle sei improvvisazioni.

 

L'elemento strutturale più interessante di questo album è la presenza di due bassisti, uno alle prese con lo strumento acustico, l'altro con la variante elettrica. Quest'ultimo ruolo è ottimamente ricoperto dal genovese trapiantato a New York Giacomo Merega, assiduo collaboratore del sassofonista Noah Kaplan e titolare di un ottimo album, The Light and Other Things, con Kaplan e David Tronzo.

 

Maurizio Comandini (AllAboutJazz Italia)